Il Real Colizzati non è una società abituata a cercare alibi o a sollevare polemiche sulle decisioni arbitrali. Il verdetto del campo è sacro e lo abbiamo sempre accettato a testa alta. Tuttavia, quando si assiste a una sistematica e palese violazione delle regole fondanti del gioco, il silenzio rischia di diventare complice di un sistema inaccettabile.
Quanto accaduto durante la sfida contro il Rex Utd va ben oltre la semplice e umana svista arbitrale. Abbiamo assistito a una grave ignoranza del regolamento, unita a un atteggiamento di conduzione della gara che ha sollevato forti perplessità. Per tutti i minuti di gioco, il direttore di gara ha gestito le interruzioni in maniera del tutto anomala, arrivando a fermare l'azione su esplicita richiesta degli avversari, giustificando la decisione con la semplice uscita del pallone dal area di gioco.
L'episodio che ci costringe a diramare questo comunicato, tuttavia, è avvenuto a tre minuti dal fischio finale, in una fase cruciale con il Real alla disperata ricerca del pareggio. Su una ribattuta del portiere avversario, il Rex Utd tenta una sostituzione. Il loro capitano (numero 8) inizia a polemizzare con la propria panchina, rifiutandosi di abbandonare il campo. Nel caos generale, il subentrante numero 9 (già ammonito in precedenza) fa comunque il suo ingresso sul terreno di gioco. Il risultato? Per un'intera frazione di gioco, il Rex Utd ha disputato la partita in superiorità numerica, con 9 uomini in campo.
Quando il direttore di gara si è finalmente avveduto della palese irregolarità, la sua decisione ha dell'incredibile: si è limitato a interrompere il gioco e a consegnare banalmente il pallone alla nostra squadra. Il regolamento, però, non è un'opinione e non ammette interpretazioni fantasiose:
- Il giocatore numero 9, entrato irregolarmente a gioco in corso, doveva essere sanzionato con la seconda ammonizione e la conseguente espulsione. 🟨x2 + 🟥
- Al Real Colizzati doveva essere assegnato un calcio di punizione indiretto dall'interno dell'area avversaria, punto in cui si trovava il pallone (tra le braccia del portiere) al momento dell'interruzione. 🥅
Avere a disposizione, nei minuti di recupero, una punizione in area contro una squadra in inferiorità numerica avrebbe potuto cambiare radicalmente le sorti del match.
Un copione che si ripete: i precedenti contro il Militia Vogliamo denunciare con forza che questo ennesimo torto non è un caso isolato. Non è la prima volta che, in gare che vedono coinvolto il Real Colizzati, i direttori di gara si dimostrano improvvisamente clementi e dimenticano i cartellini nel taschino a nostro discapito.
A supporto di questa tesi, portiamo all'attenzione di tutti quanto accaduto nella recente sfida contro il Militia:
- Minuto 19: Il numero 16 avversario perde palla in area simulando un contatto inesistente. Appena rialzatosi, disinteressandosi completamente dell'azione, sferra un violento calcio da dietro a Christian Ciaffaroni, falciandolo. L'arbitro estrae un banale cartellino giallo, una sanzione oggettivamente troppo stretta per un fallo di reazione del genere. A rendere la scena ancora più amara (o grottesca), le telecamere inquadrano il mister avversario intento a ridersela in panchina. Oggi, avendo strappato un sudato pareggio, a sorridere siamo noi, ma la gravità della mancata espulsione rimane. (Prova video: Clicca qui per vedere l'episodio)
- Minuto 40: Durante una nostra ripartenza offensiva, pur di fermare lo scatto di Nanni, un difensore avversario arriva a strappargli letteralmente la maglietta di dosso. Anche in questo caso, la gestione disciplinare ha lasciato a desiderare. (Prova video: Clicca qui per vedere l'episodio)
Non chiediamo favori. Chiediamo unicamente competenza, equità e il rigoroso rispetto delle regole del gioco. Se il metro di giudizio deve essere questo, che sia chiaro a tutti, ma il Real Colizzati non resterà a guardare in silenzio.